Strutturato per accogliere la ricchezza dei nuovi elementi e restituire una sensazione di calma sospesa, densa e avvolgente.Uno scenario di forte impatto, dove gli arredi diventano presenze scultoree capaci di abitare lo spazio con una nuova e consapevole densità in cui protagonista è Orma disegnato da Martina e Massimo Castagna, divano modulare dalla silhouette bassa che ridefinisce il concetto di comfort attraverso un sistema di sedute che si adagia nell’ambiente con la naturalezza di un’impronta organica, fondendo rigore geometrico e morbidezza visiva. Disponibile con rivestimento sfoderabile, in tessuto o pelle nei colori del campionario. In tensione armonica con le superfici più avvolgenti, lo scenario accoglie diversi pezzi realizzati nel nuovo materiale Bon Bon Glass. Nato da una miscela di vetro riciclato al 100%, legato da polimeri contenenti componenti di origine vegetale e provenienti da fonti rinnovabili, restituisce una superficie attraversata da cristallizzazioni, inclusioni e variazioni spontanee. Il materiale è arricchito da inchiostri nelle tonalità "ciliegia" o "menta-glaciale”. Non una colorazione piena, ma diluita dove la luce filtra e si diffonde con intensità mutevole, incontrando piccoli agglomerati che evocano la granularità e la brillantezza dello zucchero cristallizzato, dando vita a riflessi imprevedibili.Le marcate irregolarità strutturali e cromatiche, insieme alla finitura volutamente ruvida e tattile, non rappresentano imperfezioni da correggere, ma qualità intrinseche del materiale stesso. Ogni superficie conserva le tracce del processo che l’ha generata, trasformandola in testimonianza del gesto artigianale e dell’unicità irripetibile del fatto a mano, valorizzando una nuova idea di vetro proprio nell’anno del 70° Anniversario dell’azienda, con uno sguardo rivolto al futuro e alla sostenibilità, dove la materia si afferma come potenzialmente inesauribile e in continua rigenerazione.I tavolini Ri-Giro, design Samuele Tremolada, realizzati in Bon Bon Glass, celebrano appunto la poesia che si rigenera attraverso una texture tattile ottenuta dalla graniglia di vetro riciclato. Spessori sottili, geometrie essenziali e un segno continuo ne definiscono l’estetica: le loro linee nascono da un principio fondamentale, comprendere profondamente la materia prima di tradurla in forma, lasciando che sia quest’ultima a suggerirne la direzione naturale.Un dialogo che si estende al tavolino Garçon, design Studiopepe, nato dall’equilibrio tra la presenza scultorea della gamba monolitica — declinata dal travertino al Bon Bon Glass — e la ricercatezza della pelle nella tonalità fard. Costruito attorno all’incastro tra il piano e il volume monolitico della base, si presenta come un progetto essenziale al servizio della funzione.
La stessa purezza progettuale si ritrova in Dock, design Marialaura Rossiello Irvine, tavolino mono materico a sbalzo in polvere di travertino o Bon Bon Glass : una silhouette continua che sfida la staticità attraverso una sezione leggera e rigorosa, come un approdo silenzioso che non cerca attenzione, ma resta in attesa, pronto ad accogliere un libro o un pensiero. Dainelli Studio, firma Chopin, un sistema decorativo di specchi composto da tre moduli con disegni differenti, progettati per essere combinati tra loro e creare composizioni grafiche. I moduli a parete, disponibili in vetro bronzo oppure extralight, possono essere installati singolarmente o accostati in configurazioni personalizzate. Degli stessi designer, Stresa Box, versione evoluta dell’omonima composizione a parete con boiserie, mensole integrate e illuminazione che ora prevede l’aggiunta di elementi contenitori. Titta, design Federica Biasi, nasce da una riflessione sulla seduta tipica dei club degli anni Settanta, caratterizzata da volumi bassi e forme avvolgenti. Una poltroncina lounge girevole a 360°, che si sviluppa come un corpo unico e morbido, in cui seduta e schienale si fondono in una linea continua. Il profilo curvo richiama il linguaggio plastico dell’arredo di quegli anni, con attenzione a comfort, atmosfera e presenza scenica. In una logica alternativa di comfort, Olivia, la poltroncina girevole a 180° di Martina e Massimo Castagna, richiama un morbido chignon e trova nella finitura
Anniversary Edition dal gusto rétro del cristallo bronzo temperato dei tavolini Haumea, design Massimo Castagna e T35 Trio, design Pierangelo Gallotti (1975), una continuità stilistica accentuata dall’iconico giunto metallico.Declinato ora in versione lounge, il tavolo Oto design Oscar e Gabriele Buratti, ridefinisce l’equilibrio attraverso la gamba decentrata.Il vetro trova poi la sua espressione più compiuta in una costellazione multipla, che si manifesta in una scenografia luminosa di lampade Tratto, disegnate da Draga & Aurel. Segni grafici sospesi che scompongono e ricompongono la purezza del cilindro, disegnando nell’aria una cascata di luce. Un'atmosfera densa, dove il design non si limita a occupare lo spazio, ma lo definisce.